Volontariato Ue: Vlatko, dalla Bulgaria a Biella «Ho imparato a vedere bellezza e amore»

L’anno di Servizio volontario europeo (Sve) di Vlatko è appena terminato. Vlatko è un giovane architetto che viene dalla Bulgaria e che ha vissuto un’esperienza importante con la Caritas diocesana di Biella grazie al programma di volontariato finanziato dalla Commissione europea (ora confluito nei Corpi europei della solidarietà).

IlServizio volontario europeoè un’esperienza di volontariato internazionale di lungo periodo, che consente ai giovani dai diciassette ai trent’anni di vivere fino a dodici mesi all’estero, prestando il proprio servizio in un’organizzazione no-profit.

Tanti sono gli ambiti in cui possono operare le organizzazioni riceventi: dall’assistenza ai disabili, agli anziani o agli ammalati all’animazione con i bambini, gli adolescenti o i giovani, dall’educazione ambientale all’ecologia allo sviluppo sostenibile, dalla cultura alle arti, dalla musica al teatro, e molto altro.

Nel caso di Vlatko, si è trattato di un anno trascorso insieme alle persone che vivono ai margini della nostra società, di un anno a fianco degli esclusi e di coloro che sono considerati “gli ultimi”.

La sua settimana, per questo, si divideva tra ufficio, mensa, dormitorio per le persone senza dimora, riunioni con gli altri volontari, affiancamento a una famiglia di rifugiati, collaborazione nella gestione del gruppo di acquisto solidale, progetto di trasformazione degli ortaggi dell’orto del carcere. 

Diversi sono stati, inoltre, i momenti di formazione, offerti sia dalla Caritas diocesana sul territorio biellese, sia a Roma, insieme agli altri volontari Sve presenti sul territorio nazionale, organizzati dall’Agenzia nazionale giovani.

Oltre agli impegni del volontariato, ovviamente sono state molte le occasioni di svago e divertimento che Vlatko ha vissuto insieme ai giovani biellesi, con cui ha instaurato un rapporto di amicizia nato dal comune sentimento di considerarsi cittadini europei e, ancora di più, del mondo. L’incontro con lui ha aiutato gli altri giovani a vedere l’Europa più vicina, come realmente presente nella propria vita e come un’opportunità per il proprio futuro. Ha permesso loro di conoscere in prima persona le possibilità che l’Europa offre e, soprattutto, di fare esperienza della bellezza di una cittadinanza comune.

Il Servizio volontario europeo è stato un’opportunità per Vlatko per vivere a fianco delle persone più emarginate, per entrare in contatto con culture diverse dalla propria e per acquisire nuove competenze e capacità utili alla sua crescita personale e professionale, in particolare relative al lavoro in gruppo, alla gestione dei conflitti e alla relazione d’aiuto.

Contemporaneamente, l’anno appena concluso è stato un’opportunità per l’equipe della Caritas diocesana e per i volontari “locali” per crescere nella condivisione e per lasciarsi stimolare dalla presenza costante di un giovane collaboratore nelle giornate lavorative, così da avere un punto di vista diverso sulle tante attività ed iniziative.

Ecco cosa ha scritto Vlatko al termine del suo anno italiano: «Beauty and love, God has spread it in everything around us. We just have to change our way of viewing for to see these things. And it’s not where you are, but who you are» (Bellezza e amore, Dio li ha diffusi in tutto ciò che ci circonda. Dobbiamo solo cambiare il nostro modo di guardare per vedere queste cose. E non è dove sei, ma chi sei).

Valentina Grigoli

Laboratorio sull’integrazione europea

“EurHope-Lab” dell’Istituto G. Toniolo

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