Tre “padri” dell’Europa comunitaria: De Gasperi, Schuman e Adenauer

Nella vulgata – e spesso nella storiografia, nonché sui media – sono definiti “padri dell’Europa”. Si tratta di personaggi politici di altissimo livello che, prima di altri, con realismo e convinzione, hanno perseguito il cammino per avvicinare i popoli e gli Stati del Vecchio continente, per assicurare pace e sviluppo dopo la tragedia della seconda guerra mondiale. I “padri” e le “madri” dell’Europa sono numerosi; ripercorriamo brevemente la biografia dei tre più noti, tutti e tre cattolici, figure di elevato spessore umano e spirituale: l’italiano De Gasperi, il francese Schuman e il tedesco Adenauer.

Alcide De Gasperi(Pieve Tesino, Trento, 1881 – Sella di Valsugana, Trento, 1954). Compiuti gli studi universitari a Vienna, partecipa nel 1904 alla fondazione dell’Unione Politica Popolare del Trentino, di ispirazione cristiana. Diviene membro della Dieta di Innsbruck e deputato al Parlamento di Vienna nel 1911. Dopo la prima guerra mondiale, tornato il Trentino all’Italia, partecipa all’attività del Partito Popolare, collaborando strettamente con don Luigi Sturzo. Nel 1921 è eletto deputato. Segretario del partito durante i mesi dell’Aventino, è poi costretto a dimettersi dall’incarico e subisce un anno di carcere fascista; quindi, dal 1929, lavora presso la Biblioteca vaticana. Durante la guerra collabora alla stesura dei programmi di governo della nascente Democrazia Cristiana, della quale diviene segretario. Rappresenta la Dc nel Comitato di Liberazione Nazionale. Ministro senza portafoglio nel governo Badoglio, assume la responsabilità degli Esteri nei ministeri Bonomi e Parri. Fra il 1945 e il ‘53 è ininterrottamente presidente del Consiglio. Durante l’“era De Gasperi” l’Italia si dà una Costituzione repubblicana, consolida la democrazia interna e avvia la ricostruzione economica. Attivo sul piano ideale e culturale a favore dell’unità europea sin dai primi anni del dopoguerra, è tra i primi, sostenitori della Ceca, Comunità europea del carbone e dell’acciaio. Nel 1952 chiede, senza successo, che il progetto di una Comunità europea di difesa (Ced) si trasformi in una più ampia istituzione politica. Nello stesso anno gli viene conferito il Premio Carlo Magno per il suo impegno europeista. Nel 1954, pochi mesi prima di morire, ricopre per breve tempo la carica di presidente dell’Assemblea parlamentare della Ceca.

Robert Schuman(Lussemburgo, 1886 – Scy-Chazelles, Mosella, 1963). Di famiglia lorenese, prende parte alla prima guerra mondiale nelle truppe tedesche. Al termine del conflitto, diventato cittadino francese, viene eletto deputato per il Partito Democratico Popolare, di ispirazione cristiana. Nel 1941 viene internato in Germania. Fugge e torna in Francia, quindi prende parte alla Resistenza. Nel 1944 è tra i fondatori del nuovo partito cristiano democratico francese, il Movimento Repubblicano Popolare. Nell’immediato dopoguerra ricopre l’incarico di ministro delle Finanze, mentre nel periodo 1947-48 diviene presidente del Consiglio. Guida la Francia ad aderire al piano Marshall e dà un deciso contributo alla riconciliazione con la Germania. Il 9 maggio 1950 presenta la cosiddetta “dichiarazione Schuman”, elaborata con il decisivo contributo di Jean Monnet, per l’istituzione di una comunità carbosiderurgica europea (la futura Ceca). Lasciati gli incarichi ministeriali, diventa presidente dell’Assemblea parlamentare di Strasburgo (1958-1960).

Konrad Adenauer(Colonia, 1876 – Rhondhorf, 1967). Aderisce sin da giovane al partito cattolico del Zentrum (Centro). Nel 1917 è eletto borgomastro di Colonia. Dopo l’avvento del nazismo è costretto a ritirarsi dalla vita politica e, nel periodo 1933-44, conosce le prigioni del regime hitleriano. Nel ‘45 torna sulla scena politica, partecipando alla fondazione della Cdu, il partito democristiano della Germania occidentale; ne diviene presto leader e presidente fino alla metà degli anni ‘60. Nel 1949 è il primo Cancelliere della neonata Repubblica Federale Tedesca, carica che mantiene fino al 1963. Guida con decisione la ricostruzione economica, operando per il consolidamento interno della democrazia e per il reinserimento della Germania nel novero della comunità internazionale. Fra il ‘51 e il ‘55 è anche ministro degli Esteri e porta il suo paese ad aderire alla Ceca e alla Comunità economica europea. Sosterrà fino alla fine la necessità di un avvicinamento degli Stati europei occidentali, in chiave anti-sovietica ma anche nella convinzione di una comune radice storica e culturale.

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