L’Europa in pillole/1

Un po’ di storia della “casa comune”

A che cosa serve l’Unione europea? Come è nata e perché? Come funziona? Che cosa ha fatto per i suoi cittadini e quali nuove sfide deve affrontare oggi? Come può riuscire a coinvolgere di più i suoi cittadini? Nell’era della globalizzazione è in grado di competere con le altre grandi economie e di preservare i suoi valori sociali? Ecco alcuni elementi di riflessione. Per approfondire: www.europa.eu.

Perché un’Unione europea?

All’Ue è affidata una missione molto vasta e articolata: garantire la pace, la prosperità e la stabilità dei suoi popoli; superare le divisioni del continente; garantire la sicurezza dei cittadini; favorire uno sviluppo economico e sociale il più equilibrato possibile; rispondere alle sfide della globalizzazione; preservare la diversità dei popoli europei; sostenere i valori condivisi dai cittadini europei, come la pace, il rispetto dei diritti umani, l’economia sociale di mercato, lo sviluppo sostenibile, la difesa dell’ambiente.

Quando nasce l’Ue?

I primi passi dell’integrazione politica ed economica europea si collocano all’indomani della seconda guerra mondiale. Il continente, segnato dalla tragedia del conflitto, diviso in due dalla “cortina di ferro”, ha biosgno di pace per poter rinascere. A partire dagli anni ’50 del Novecento una serie di tappe politiche portano alla costituzione della Ceca (1951, Comunità europea del carbone e dell’acciaio) e poi della Cee (1957, Comunità economica europea).

Tra passato e presente…

Da lì prende le mosse la vicenda comunitaria che, tra alti e bassi, successi, fallimenti e ripartenze, giunge al Trattato di Maastricht (1992, nasce l’Unione europea; si prefigura l’Unione economica e monetaria), seguito da altri trattati, fino all’attuale Trattato di Lisbona (2007) che regola le competenze e le istituzioni dell’Unione. Del 2002 è l’avvio dell’euro; nel 2004 viene firmata la Costituzione europea che però non entrerà mai in vigore. Nel 2008 la crisi economica e finanziaria travolge diversi Paesi Ue. Nel 2015 è la volta della crisi migratoria. Nel giugno 2016 i britannici votano per lasciare l’Unione (Brexit). Prendono piede, nel frattempo, movimenti populisti e nazionalisti che, alle elezioni del maggio 2019, minacciano di “rivoltare l’Ue come un calzino”. Chi crede nell’Ue ha invece l’occasione per sostenere forze e partiti che dimostrino un vero progetto di riforma dell’Unione – del quale c’è effettivamente bisogno – senza venire meno ai motivi ispiratori della “casa comune” che ha, tra i padri fondatori, personaggi del calibro di Alcide De Gasperi, Robert Schuman, Jean Monnet, Paul-Henri Spaak e Konrad Adenauer.

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