L’Abc delle elezioni europee. Chi, come, cosa votiamo

L’elezione del Parlamento europeo rappresenta una delle competizioni elettorali più singolari del mondo: sono infatti più di 400 milioni di cittadini, di 28 stati (ancora per un po’), chiamati ad eleggere 751 parlamentari, che decideranno, insieme ai rappresentanti dei governi dei Paesi membri, le linee guida della vita dell’Unione per i prossimi 5 anni. Il giorno delle elezioni è arrivato: la maratona elettorale prende il via a partire da giovedì 23 maggio per concludersi domenica 26.

Cerchiamo ora di fare un po’ di chiarezza su questo appuntamento, carico di aspettative sia sul piano nazionale che su quello continentale. Andiamo con ordine.

Per cosa si vota

È ormai chiaro a tutti che si andrà a votare per eleggere i 751 membri del Parlamento europeo che dovrebbero diventare, a causa della Brexit, presto 705. Questo riduzione del numero dei parlamentari a mandato in corso è dovuto alle regole elettorali, stabilite dall’Unione negli scorsi mesi: non era prevista la partecipazione del Regno Unito alle elezioni, dato che si era certi che la Brexit avvenisse prima del 23 maggio. In questo scenario quindi si era previsto che i 73 seggi del Parlamento Ue assegnati alla Gran Bretagna fossero in parte (27) redistribuiti tra gli Stati più popolosi (3 seggi in più erano stati riassegnati anche all’Italia, che da 73 deputati sarebbe salita a 76) e in parte (46) fossero “congelati” in attesa di essere attributi a nuovi Stati membri. Il rinvio della Brexit ha scompaginato queste previsioni: anche il Regno Unito infatti elegge il 23 maggio i suoi eurodeputati che dovrebbero, ormai il condizionale è d’obbligo, rimanere in carica solo per pochi mesi. Quando scatterà infatti la Brexit questi decadranno, lasciando il posto a soli 27 nuovi eurodeputati e rendendo vacanti i restanti 46 seggi. In pratica noi italiani eleggeremo subito 73 parlamentari europei, che si insedieranno il 2 luglio prossimo, mentre quando il Regno Unito lascerà definitivamente l’Unione verranno proclamati ulteriori 3 eurodeputati italiani (i primi esclusi dalla vittoria il 26 maggio), portando così a 76 il numero dei nostri rappresentanti a Bruxelles.

Come si vota

Per l’elezione del Parlamento Ue, ogni Stato, all’interno dei “paletti” stabiliti dall’Unione, ha elaborato una propria legge elettorale. L’Italia si è dotata, fin dal 1979, di una legge proporzionale, con sbarramento al 4% su base nazionale. Ciò significa che le liste che non superano questo numero di voti a livello nazionale non accedono al riparto dei seggi.

Hanno diritto di voto tutti i cittadini che abbiano compiuto i 18 anni di età nel giorno delle elezioni, mentre per candidarsi occorre aver compiuto 25 anni di età. È possibile per i cittadini europei stranieri che vivono in Italia votare i propri rappresentanti iscrivendosi a una lista elettorale aggiunta appositamente e predisposta dai comuni. Anche gli italiani residenti o temporaneamente domiciliati all’estero hanno la possibilità di votare i propri rappresentati attraverso specifiche procedure.

Il territorio nazionale per le elezioni europee è diviso in 5 circoscrizioni, ognuna delle quali avrà una propria scheda, in base alle liste che si sono presentate in quel collegio: Italia nord occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia); Italia nord orientale (Trentino-Alto Adige, Vento, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna); Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche e Lazio); Italia meridionale: (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria); Italia insulare: (Sicilia e Sardegna).

Ad ogni circoscrizione è attribuito quindi un determinato numero di seggi. Nello specifico i 73 seggi spettanti all’Italia, nel Parlamento europeo uscente, erano cosi suddivisi: Italia nord-occidentale 20 seggi; Italia nord-orientale 14; Italia centrale 14; Italia meridionale 17; Italia insulare 8.

Con il passaggio a 76 seggi diverranno 15 i seggi attribuiti alla circoscrizione dell’Italia nord-orientale e dell’Italia centrale e 18 quelli attribuiti alla circoscrizione dell’Italia meridionale; invece rimane invariato il numero di seggi delle circoscrizioni Italia nord-occidentale e Italia insulare.

Per votare si può tracciare un segno sul simbolo del partito prescelto ed esprimere a fianco, nello stesso riquadro, fino a 3 preferenze. Nel caso si esprima una sola preferenza non è importante il genere, ma nel caso se ne esprimano più di una la seconda deve andare a un candidato di genere diverso dal primo, pena l’annullamento della seconda e/o della terza preferenza.

È importante ricordare come uno stesso partito possa candidare la stessa persona in più circoscrizioni. Nel caso questo candidato venga eletto in più di un collegio sarà lo stesso a dover indicare in quale circoscrizione accetta il seggio: nelle altre subentreranno i primi non eletti della stessa lista del candidato.

Liste e candidati a presidente della Commissione

La campagna elettorale per le elezioni europee finisce inevitabilmente per toccare tematiche nazionali, in ogni Stato infatti si presentano con proprie liste i partiti nazionali che, solo al momento dell’insediamento del Parlamento Ue, affilieranno le proprie delegazioni di europarlamentari a un gruppo europeo, come può essere quello dei Popolari, quello dei Socialisti & democratici, quello dei Verdi, dei Liberali ecc.

A partire dalle elezioni del 2014 le principali famiglie politiche europee, quali appunto Popolari e Socialisti, hanno preso l’abitudine di indicare prima delle elezioni il candidato che sosteranno come presidente della Commissione europea, che è l’“esecutivo” comunitario. Il presidente della Commissione sarà poi proposto dal Consiglio europeo (riunione dei capi di Stato e di governo) dopo le elezioni e dovrà essere eletto dal Parlamento Ue.

I risultati e il prossimo Parlamento

I risultati delle elezioni saranno disponibili notte tra domenica 26 e lunedì 27 maggio.

Per ulteriori informazioni: www.stavoltavoto.eu; www.europarl.europa.eu.

In conclusione non può mancare un accenno al dopo voto, infatti una volta proclamati gli eletti in tutti i Paesi Ue le istituzioni dell’Unione riprenderanno la loro normale vita democratica, procedendo anche all’elezione della nuova Commissione. Il Parlamento europeo ha già reso noto un calendario di massima per la ripresa dei lavori: prima sessione plenaria di insediamento a Strasburgo il 2 luglio. Il Consiglio europeo si ritrova invece a Bruxelles nei giorni 28 maggio e 20-21 giugno. La nuova Commissione, dopo l’iter di insediamento, sarà in funzione dal 1° novembre prossimo.

Andrea Facciolo

delegato al MIUR del Msac

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